Il vino italiano perde 340 milioni di export negli Usa e li chiama “resilienza”: la vera notizia è quanto la parola abbia iniziato a suonare vuota
A sei giorni dalla scadenza del regime tariffario del 24 luglio, l’export verso gli Stati Uniti resta il fronte più caldo, ma i dati sui consumi interni raccontano un’Italia che spende di più proprio mentre esce meno spesso: due segnali che, letti insieme, dicono più di uno solo.
Il countdown è iniziato. Il 24 luglio scade il regime tariffario temporaneo che gli Stati Uniti applicano al vino europeo, fissato al 10% dopo mesi di trattative, e il settore aspetta di sapere se la ratifica dell’accordo Ue-Usa arriverà in tempo o se si tornerà a un tetto più alto. I numeri, intanto, non aiutano a stare tranquilli: nei dodici mesi tra aprile 2025 e marzo 2026 l’export italiano verso gli Stati Uniti è sceso del 17%, oltre 340 milioni di euro in meno, mentre il primo quadrimestre 2026 segna un ulteriore calo del 15,4%. Il presidente di Federvini, Giacomo Ponti, lo dice senza troppi giri di parole: «Non possiamo pensare di sostituire il mercato americano, ma possiamo e dobbiamo diversificare». È la frase più onesta sentita in questi mesi, perché ammette che la diversificazione è un piano B, non ancora una strategia compiuta.
Mentre il fronte estero si complica, quello interno racconta una storia più sottile. I dati Fipe sui consumi fuori casa relativi a maggio segnano un calo delle occasioni di consumo del 3,4%, ma una crescita del valore complessivo del 2,3%, sostenuta da uno scontrino medio salito del 5,8% su base annua. Gli italiani, in altre parole, escono meno ma spendono di più quando lo fanno: non è la fotografia di un settore in crisi, è quella di un settore che si sta silenziosamente riposizionando verso l’alto, lasciando indietro chi non riesce a giustificare il prezzo con l’esperienza.
Sul fronte del territorio, la tensione più concreta resta quella in Val di Cornia, dove il Consorzio di tutela dei vini di Suvereto continua a opporsi agli impianti di accumulo energetico che hanno già portato ai primi espropri di terreni agricoli: un conflitto che mette a confronto due priorità nazionali, la transizione energetica e la tutela del paesaggio vitivinicolo, senza che nessuna delle due sia disposta a cedere per prima.
In breve sugli eventi: prosegue fino a domani Vinitaly and the City a Sibari, mentre il calendario di fine luglio resta fissato su Calici di Stelle dal 24 luglio.
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