Il vino italiano scrive strategie mentre il territorio viene espropriato un ettaro alla volta
Le Marche progettano l’integrazione tra vino, olio e turismo per il futuro dell’agricoltura, mentre in Val di Cornia gli espropri per gli impianti rinnovabili sono già cominciati: la stessa parola, “territorio”, significa due cose opposte a seconda di chi la pronuncia.
C’è una parola che ricorre in ogni convegno di settore, “territorio”, e che oggi racconta due storie inconciliabili. Nelle Marche, durante l’evento Agrofutura, la Regione ha presentato una strategia che punta a integrare vino, olio e turismo nella programmazione agricola, con l’obiettivo dichiarato di sostenere redditività, ricambio generazionale e tutela dei territori. È un impianto di policy coerente, quasi ideale. Il problema è che, mentre si scrive questa visione a tavolino, in Toscana la stessa parola viene smontata sul campo: a Suvereto sono iniziati gli espropri di terreni agricoli per fare spazio agli impianti di accumulo energetico, e il Consorzio di tutela vini Suvereto e Val di Cornia denuncia il rischio di un mosaico di cavidotti, stazioni elettriche e pannelli capace di ridisegnare in modo permanente paesaggio ed economia locale. Chi vende Suvereto non vende solo un vino, vende un’immagine di territorio, ed è esattamente quell’immagine a essere oggi sul tavolo delle trattative con Terna.
Sul fronte dei numeri, il quadro conferma che il settore corre a due velocità diverse anche al proprio interno. Secondo Valoritalia, gli imbottigliamenti complessivi calano del 5,4%, ma le Docg e le Doc crescono dell’1%: è la prova che la crisi non è del vino italiano in generale, è di chi non riesce a difendere la propria fascia di prezzo. Chi ha una denominazione forte tiene, chi produce per il mercato indifferenziato paga il conto della congiuntura. Detto altrimenti: il problema non è avere troppo vino, è avere troppo vino uguale a quello di tutti gli altri.
Anche la ristorazione, in questi giorni, racconta la stessa Italia a due velocità. Nelle città colpite dall’ondata di caldo, i gestori di bar e locali segnalano un netto calo delle presenze ai tavoli e una crescita dell’asporto, arrivato in alcuni casi a coprire metà del fatturato: la sala si svuota, la cucina lavora lo stesso, cambia solo chi paga il conto della logistica. Sul versante opposto, quello dell’eccellenza che non teme il termometro, oggi ad Agerola i sette chef di Euro-Toques Italia presentano la Guida 2026 dell’associazione e premiano alla carriera Alfonso Iaccarino, uno dei nomi che ha costruito la reputazione internazionale della cucina campana. Due Italie della tavola, entrambe vere nello stesso pomeriggio di luglio.
Sul fronte degli eventi, il calendario dell’estate enologica entra ora nel vivo: dal 24 luglio al 16 agosto va in scena in tutta Italia Calici di Stelle, con il culmine attorno alla Notte di San Lorenzo del 10 agosto; in Versilia, a Levigliani, dal 30 luglio al 2 agosto arriva il WineArt Festival tra vino, arte e musica; e in Veneto proseguono le Notti del Vino tra Conegliano, Valdobbiadene, Vittorio Veneto e Fregona, che accompagneranno il territorio della Marca fino a fine estate.
