ViVa Vini Valtellina, Sondrio si prende tre giorni per raccontare il Nebbiolo delle Alpi
C’è un paradosso che la Valtellina enologica ha imparato a trasformare in vantaggio competitivo: la fatica. Duemilacinquecento chilometri di muretti a secco non sono un dettaglio paesaggistico, sono l’architettura economica di un vino che nasce dove nessun trattore potrebbe mai arrivare. Dal 12 al 14 settembre 2026 Sondrio mette in scena questa fatica trasformata in cultura con la seconda edizione di ViVa, Vini Valtellina, la manifestazione diffusa promossa dal Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina insieme alla Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina e alla Fondazione Provinea.
Il programma segue una logica precisa, quasi tripartita, che separa il pubblico dagli operatori senza mai isolarli del tutto. Si comincia sabato 12 settembre, giornata che funziona come manifesto dell’evento: dalle 10 trekking guidati tra i vigneti terrazzati, tour in e-bike tra borghi e filari, visite guidate nel centro storico. Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 19.30, la città stessa diventa calice: palazzi storici e siti caratteristici ospitano i banchi delle cantine, che presentano in anteprima le nuove annate. La giornata si chiude in Piazza Garibaldi con ViVa Nebbiolo, serata aperta a cittadini e visitatori tra musica, dj set e cucina locale.
Domenica 13 settembre il baricentro si sposta fuori città. Le cantine aprono le porte con esperienze su prenotazione — pranzi all’aperto, picnic tra i vigneti, show cooking, percorsi d’arte — costruendo quello che oggi si chiama enoturismo esperienziale ma che qui, semplicemente, è sempre stato l’unico modo per raccontare un territorio verticale.
Lunedì 14 settembre chiude il trittico con la giornata riservata agli operatori: ingresso gratuito su accredito, banchi d’assaggio dedicati dalle 10.30 alle 18.30, momenti di networking per una filiera che ha bisogno tanto di riconoscimento quanto di mercato.

Non è un dettaglio marginale che il Consorzio — nato nel 1976 — scelga di rappresentare in un unico contenitore le DOCG Valtellina Superiore e Sforzato di Valtellina, il Rosso di Valtellina DOC e l’Alpi Retiche IGT. È la dimostrazione che il Nebbiolo delle Alpi, la Chiavennasca, ha smesso di cercare legittimazione e ha iniziato a costruire narrazione propria. Le quasi quaranta aziende partecipanti — da Ar.Pe.Pe. a Nino Negri, da Dirupi a Sandro Fay, passando per realtà più piccole come Radìs o La Perla — raccontano una filiera che tiene insieme storia consolidata e nuove generazioni di produttori.
Resta da capire se ViVa riuscirà davvero a diventare, come si augurano gli organizzatori, un appuntamento fisso del calendario enologico nazionale. Il primo anno ha dato un segnale. Il secondo, quello vero, è sempre il test più difficile.
Info e prenotazioni: viva.vinidivaltellina.it
