Calici Valtellina 2026: sotto le stelle, il racconto della Valtellina
In Valtellina la notte più buia dell’anno per definizione — quella di San Lorenzo, fatta apposta per guardare in alto — diventa l’occasione per guardare in basso, dentro un calice. Il 10 agosto il centro storico di Sondrio si trasforma di nuovo in un percorso di degustazione itinerante, e il paradosso si scioglie in una sola immagine: le stelle cadenti sopra, il Nebbiolo delle Alpi sotto.
Calici Valtellina torna con la sua formula consolidata. Dalle 18 alle 24 le vie della città ospiteranno un itinerario enologico che parte da Palazzo Martinengo e arriva a Castel Masegra, attraversando vicoli e piazze che di giorno sono semplice scenografia urbana e di notte, con un calice in mano, diventano tappe di un racconto collettivo. Non è solo degustazione: è incontro diretto tra chi il vino lo produce e chi lo beve, un dialogo che altrove si è perso e che qui resiste per scelta, non per nostalgia.
La tappa finale ha un peso simbolico preciso. A Castel Masegra, grazie alla collaborazione con Onav Sondrio, sarà possibile assaggiare esclusivamente lo Sforzato di Valtellina DOCG, in uno spazio separato dalle postazioni del centro storico. È la chiusura naturale del percorso: dal vino quotidiano al vino della meditazione, dal racconto diffuso alla sintesi. A completare l’esperienza, la partnership con Unione-Confcommercio di Sondrio porterà lungo il percorso anche le eccellenze gastronomiche del territorio, perché in Valtellina il vino non si racconta mai da solo.
Ventisette le cantine partecipanti: un numero che dice qualcosa sulla vitalità di un territorio piccolo per estensione e enorme per identità. Tra i nomi coinvolti figurano Nino Negri, Plozza, Sandro Fay, Dirupi, Balgera, Caven Camuna, La Perla, Marino Lanzini e altre due decine di realtà che insieme compongono la mappa produttiva della denominazione.
«Calici Valtellina rappresenta uno dei momenti più significativi dell’estate per il nostro territorio». Lo dice Mamete Prevostini, presidente del Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina, che nella serata legge soprattutto un’occasione di trasmissione. «È una serata che permette ai produttori di incontrare direttamente il pubblico, raccontando il lavoro, la storia e i valori che si celano dietro ogni bottiglia. Oggi vogliamo che questo racconto sappia coinvolgere anche le nuove generazioni, avvicinandole al mondo del vino attraverso un’esperienza autentica e consapevole». Prevostini insiste sul valore storico della denominazione: «Il Nebbiolo delle Alpi è un vino che racchiude oltre mille anni di storia, il carattere della nostra valle e il lavoro di chi la coltiva ogni giorno. Se riusciamo a trasmettere tutto questo, possiamo far nascere curiosità e creare un legame nuovo con il nostro patrimonio vitivinicolo».
Dietro la formula collaudata dell’evento c’è in realtà una scommessa più ampia, quella su cui il presidente del Consorzio si gioca la partita più delicata: rendere contemporaneo un patrimonio che rischia sempre di essere percepito come materia da manuale. Terrazzamenti, lavoro manuale, muretti a secco costruiti pietra su pietra: la viticoltura valtellinese è tra le più eroiche d’Italia proprio perché la meno automatizzabile. Trasformare quella fatica in racconto capace di parlare a un pubblico giovane non è un dettaglio di marketing, è la condizione per la sopravvivenza stessa della denominazione nei prossimi decenni.
«Per le nostre cantine questa è la sfida più importante», chiude Prevostini. «Proprio nella magia della notte di San Lorenzo, il vino diventa così il filo conduttore di un’esperienza che parla di identità, paesaggio e condivisione: gli elementi che rendono la Valtellina una terra unica».
DOVE E QUANDO
- 10 agosto 2026 – Calici Valtellina, centro storico di Sondrio, ore 18-24 (da Palazzo Martinengo a Castel Masegra)
