Un festival nato per celebrare il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese ha scelto, edizione dopo edizione, di riempirsi di etichette di Franciacorta, Alto Adige, Umbria e Sicilia: a volte il modo più intelligente di promuovere il proprio territorio è smettere di parlarne da soli

Il 10 e l’11 ottobre, a Voghera, la settima edizione di “50 Sfumature di Pinot Noir” porterà oltre ottanta etichette selezionate nel Ridotto del Teatro Valentino Garavani, nuova sede pensata per garantire lo svolgimento anche in caso di maltempo. Accanto ai produttori storici dell’Oltrepò figurano nomi come Bellavista, Castello Bonomi e Contadi Castaldi per la Franciacorta, Colterenzio, Elena Walch e Franz Haas per l’Alto Adige, Arnaldo Caprai per l’Umbria, Planeta per la Sicilia.

C’è una scelta editoriale, più che semplicemente organizzativa, dietro la crescita di questo festival negli anni: invece di restare un evento dedicato esclusivamente al Pinot Nero coltivato in Oltrepò Pavese, che pure resta una delle aree più vitate a questo varietale in tutta Italia, la manifestazione ha scelto di aprirsi progressivamente al confronto nazionale e internazionale. È una scommessa che ha una sua logica precisa: l’Oltrepò Pavese non ha mai costruito attorno al Pinot Nero un’identità comunicativa forte quanto quella della Franciacorta, che lo utilizza come base per le proprie bollicine, o dell’Alto Adige, che ne ha fatto una bandiera nei vini rossi in purezza. Mettere le proprie etichette storiche, da Conte Vistarino a Ca’ di Frara, da Castello di Cigognola a Giorgi, accanto a quelle di territori con un posizionamento più consolidato non è un rischio di essere oscurati, è un modo per farsi giudicare alla pari, sullo stesso tavolo, davanti allo stesso pubblico di appassionati e operatori.

Il formato scelto conferma questa ambizione di serietà: le etichette non vengono semplicemente esposte, ma passano prima al vaglio di un comitato di degustazione dell’enoteca Cà di Sass, e il servizio ai banchi è affidato esclusivamente a sommelier formati, coordinati da Fisar. È una scelta che allontana il festival dal modello della sagra di paese con l’autoservizio al banco, avvicinandolo piuttosto a un formato di degustazione comparata professionale, lo stesso tipo di esperienza curata che il turista enogastronomico più esigente cerca sempre di più quando sceglie a quale manifestazione dedicare un weekend.

Non è un caso, infine, che il programma non si limiti al vino: la pittura dal vivo di Madame Barrique, lo spettacolo che unisce balletto, opera e musica, il coinvolgimento della Casa circondariale di Voghera in un progetto di inclusione, spostano l’evento dal semplice tasting alla costruzione di un’infrastruttura culturale che il territorio può rivendicare tutto l’anno, non solo nel weekend dell’evento. È lo stesso principio che rende utile, per un piccolo territorio, non restare mai da solo davanti al proprio pubblico: che si tratti di etichette da confrontare o di storie da raccontare, il valore aumenta quando qualcun altro è disposto a sedersi allo stesso tavolo.

In breve sugli eventi: “50 Sfumature di Pinot Noir” si terrà il 10 e l’11 ottobre a Voghera, con apertura al pubblico del centro cittadino tra via Emilia, via San Lorenzo e i portici di piazza Duomo.

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