Mentre si discute di conquistare 1,8 miliardi di nuovi consumatori, in cantina e in sala si continua a pagare come nel secolo scorso
A Sibari si apre Vinitaly and the City con lo sguardo rivolto a Mercosur, Australia, Messico e India: un orizzonte enorme, raccontato nella stessa settimana in cui un report sul lavoro Ho.Re.Ca. fotografa uno stipendio mediano di 1.700 euro, con la Campania ferma a 1.500.
C’è una distanza che nessun convegno di settore riesce a colmare, ed è quella tra la scala dei numeri con cui si progetta il futuro del vino italiano e la scala dei numeri con cui vive chi quel vino lo versa ogni sera. Stasera, a Sibari, si apre Vinitaly and the City, tre giorni di degustazioni e masterclass dedicati ai vini calabresi, con l’incontro Ismea “Il mondo del vino tra cambiamenti e opportunità” a fare da apertura ufficiale: sul tavolo, l’evoluzione verso mixology e vini a bassa gradazione, il boom del turismo esperienziale e l’apertura di mercati come Mercosur, Australia, Messico e India, un bacino stimato in 1,8 miliardi di consumatori potenziali. È la versione più ambiziosa del racconto che il settore fa di sé stesso, ed è, va detto, un racconto legittimo: la Calabria del vino ha bisogno esattamente di questo tipo di vetrina.
Ma lo stesso settore, nello stesso mese, produce anche un altro documento, meno citato nei brindisi: il bollettino dell’Osservatorio Restworld sul lavoro Ho.Re.Ca., costruito su oltre seimila offerte pubblicate fino a giugno. La retribuzione mediana resta a 1.700 euro netti equivalenti al mese, con un divario territoriale che va dai 1.950 euro del Trentino-Alto Adige ai 1.500 della Campania: la stessa mansione, lo stesso settore, ma un valore diverso a seconda di dove capita di nascere. La notizia buona, però, c’è: dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto sulla trasparenza salariale, la quota di annunci che indica lo stipendio lordo è passata dal 7% al 53% in poche settimane, e solo il 23% delle offerte prevede ancora il turno spezzato. Si può conquistare l’India vendendo un vino, ma prima bisogna aver reso dignitoso il lavoro di chi lo serve in Italia: sono due traguardi diversi, e il secondo, francamente, sembra più urgente del primo.
Sul fronte del territorio, la stessa logica di prossimità va in scena oggi a Torino, dove Coldiretti apre al Mercato del Corso una giornata interamente dedicata ai vini della provincia: nessun mercato asiatico da conquistare, solo un banco e un pubblico locale da riconquistare. È la prova che la promozione del vino italiano si gioca su due velocità complementari, non alternative: lo sguardo lungo verso i continenti nuovi, e quello corto verso chi il vino lo comprerebbe già, se solo lo trovasse raccontato bene sotto casa.
Sul fronte degli eventi, oltre a Vinitaly and the City Sibari, in corso fino al 19 luglio, il calendario dell’estate enologica entra ora nel vivo: dal 24 luglio al 16 agosto va in scena in tutta Italia Calici di Stelle, con il culmine attorno alla Notte di San Lorenzo del 10 agosto; in Versilia, a Levigliani, dal 30 luglio al 2 agosto arriva il WineArt Festival tra vino, arte e musica; e in Veneto proseguono le Notti del Vino tra Conegliano, Valdobbiadene, Vittorio Veneto e Fregona.
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