In un’indagine su cosa bevono gli italiani alla grigliata, il rito più italiano dell’estate, il vino non è nemmeno tra i primi due nomi

Un sondaggio condotto da Sodastream e BBQ4All fotografa le abitudini degli italiani davanti alla brace: al primo posto tra le bevande resta la birra, al secondo, tra le alternative analcoliche, l’acqua frizzante. Il vino, semplicemente, non compare nella classifica dei protagonisti. In un paese che si racconta come patria del vino, è un’assenza che pesa più di molte statistiche sull’export.

C’è una domanda che il settore fa raramente a sé stesso, forse perché la risposta non piacerebbe: cosa succede al vino quando non ci sono giornalisti di settore, sommelier o cantine a decidere l’agenda, ma semplicemente un gruppo di amici davanti a una griglia in un giardino qualunque d’Italia? La risposta, secondo l’indagine diffusa in occasione del Barbecue International Day, è che il vino perde. Per il 62% degli italiani l’estate ha il volto della grigliata in compagnia, un rito sociale prima ancora che gastronomico, e in questo rito la bevanda pesa quanto la musica o il luogo, terza priorità dopo cibo e compagnia. Ma quando si tratta di scegliere cosa versare nel bicchiere, la birra resta la prima scelta, e tra le alternative analcoliche l’acqua frizzante ha ormai conquistato un ruolo che un tempo, culturalmente, sarebbe stato impensabile non assegnare al vino.

Non è una notizia clamorosa, ed è proprio per questo che merita attenzione: le crisi vere di un prodotto raramente arrivano con un titolo drammatico, arrivano con la lenta erosione della sua posizione di default nei momenti informali. Il vino italiano continua a occupare, giustamente, il centro della conversazione pubblica quando si parla di denominazioni, di export, di identità del territorio. Ma nei momenti in cui gli italiani decidono davvero cosa bere, senza pensarci troppo, in giardino, con gli amici, la scelta automatica sta migrando altrove. È lo stesso fenomeno, letto da un’angolazione diversa, che questa rubrica ha già raccontato a proposito della ristorazione fuori casa: il consumo cala nelle occasioni ordinarie e si concentra sempre più nei momenti a maggiore intenzionalità, la cena importante, l’etichetta scelta con cura. Il rischio è che il vino, proprio mentre rafforza la propria immagine da prodotto culturale, stia perdendo terreno come bevanda quotidiana, quella che non richiede una motivazione per essere versata.

Il dato si somma, peraltro, a un altro numero uscito in questi giorni con meno risalto di quanto meriterebbe: nel primo quadrimestre 2026 l’export dei vini a denominazione europei è calato, con l’Italia che perde il 6,2%. Fuori rallenta, in casa perde terreno anche nei momenti più informali: sono due fronti diversi dello stesso problema, ed è più facile discuterne uno alla volta che ammettere che stanno succedendo insieme.

In breve sugli eventi: si chiude oggi a Otricoli, tra Umbria e Lazio, VinOtricolando, con ventiquattro cantine tra realtà locali e nazionali; prosegue in tutta Italia Calici di Stelle fino al 16 agosto.


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