Il menu bambini è il primo documento che dice a un bambino cosa ci si aspetta da lui

Pasta in bianco, cotoletta, patatine fritte. Lo chef Davide Oldani, dal palco di «C’è +Gusto» a Bologna, ha detto che i menu bambini nei ristoranti andrebbero aboliti: «Il gusto si impara da piccoli». Oldani, che guida il D’O e insegna anche all’istituto alberghiero di Cornaredo, ammette un’ovvietà e ne fa un argomento: nei ristoranti se ne vedono già sempre meno. Il punto, per lui, è che continuano a esistere come principio e che un principio sbagliato si difende meglio di una pietanza.
La proposta è meno estrema di come suona. Oldani non vieta la pasta al pomodoro o le patatine: dice che vanno bene ogni tanto, una volta al mese, non come regola di ogni uscita a tavola. Quello che contesta è l’idea che esista una cucina per grandi e una per piccoli, e che la seconda sia fatta di tutto ciò che non può dispiacere. Se il gusto si forma nell’infanzia, ragiona, servire sempre cibi semplici significa togliere ai bambini la curiosità prima ancora che abbiano modo di esercitarla. Mostrare la «magia» della cucina, farli avvicinare a ciò che mangiano i genitori, è già un modo per metterli sulla strada giusta.
Il dibattito che si apre è meno scontato di quanto sembri, perché non oppone buoni e cattivi. Enrico Bartolini, sullo stesso palco, ha ricordato che il rapporto con il cibo dipende dall’educazione ricevuta e ha raccontato di quando, bambino, rifiutava uova e fegato: da adulto ha scoperto che, cucinati bene, sono piatti straordinari. Il sociologo Marino Niola ha definito la mensa scolastica un passaggio di «svezzamento sociale», il momento in cui il pasto diventa incontro con gli altri. E Oldani ha spostato lo sguardo proprio lì: sulle mense, dove un tempo molti cuochi andavano per gli orari più comodi e dove oggi si potrebbero scegliere professionisti per vocazione, valutando la qualità e non soltanto il costo.
C’è poi la parte che nessun palco risolve: i genitori. Un piatto semplice rassicura, costa meno, evita il capriccio a metà cena, e un ristorante che si rivolge a famiglie fa bene a non ignorarlo. Ma la domanda di Oldani resta, e riguarda tutta la filiera della tavola italiana: se una cucina che si definisce una cultura smette di aspettarsi qualcosa dai propri clienti più piccoli, con quale credibilità pretenderà curiosità da quelli adulti?
In breve, dal calendario della tavola e del vino
Da mercoledì 14 a domenica 18 ottobre, a Udine, la 27ª edizione di Ein Prosit, con oltre cento chef da 18 Paesi e più di 130 eventi. Da venerdì 16 a lunedì 19, a Sirmione, la prima edizione del Lugana Festival. Da sabato 17 a domenica 25, a Milano, la nona edizione della Milano Wine Week.
Dal 45° — ogni giorno il vino italiano letto senza sconti: mercati, territorio, tavola.
