Equinozio d’autunno, si chiude una festa del vino durata tre mesi esatti e passata per oltre cinquecento comuni italiani: l’edizione più ampia mai realizzata

Aperta a Roma il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, la seconda edizione nazionale de “Le Notti del Vino”, il festival estivo dell’Associazione Nazionale Città del Vino, si conclude oggi, 23 settembre, equinozio d’autunno. Quest’anno ha raggiunto la sua dimensione più ampia di sempre, con oltre cinquecento comuni coinvolti in quattordici regioni.

C’è un dettaglio nella costruzione di questo calendario che vale la pena notare prima ancora dei numeri: la manifestazione non segue il calendario delle fiere di settore, segue quello delle stagioni, aprendo con il giorno più lungo dell’anno e chiudendo con l’equinozio che segna simbolicamente il passaggio verso l’autunno e, non a caso, verso la vendemmia già in corso in gran parte d’Italia. È una scelta che dice qualcosa sull’ambizione del progetto: non un evento da consumare in un weekend, ma un accompagnamento dell’intera stagione calda, comune dopo comune.

I numeri della crescita meritano di essere raccontati con precisione. La prima edizione, l’anno scorso, aveva totalizzato 150 eventi e 75mila partecipanti, un debutto già solido per un’iniziativa nata in Friuli Venezia Giulia nel 2024 prima di assumere dimensione nazionale. Quest’anno il salto è netto, oltre cinquecento comuni aderenti in quattordici regioni, con il Friuli Venezia Giulia che da solo ha messo in calendario trentasette tappe, comprese due uscite transfrontaliere in Slovenia e Croazia, e con l’ingresso tra i sostenitori dell’Enit, l’Agenzia nazionale del Turismo, segno che un’iniziativa nata dal basso, tra Pro Loco e piccoli Comuni, ha iniziato ad attirare anche un riconoscimento istituzionale di peso.

Il valore di un formato così diffuso sta proprio nella sua natura distribuita. Nessuno dei cinquecento comuni coinvolti avrebbe, da solo, la forza di organizzare una fiera del vino capace di attirare attenzione nazionale. Messi in rete sotto lo stesso nome e nello stesso arco temporale, borghi altrimenti invisibili nel calendario enoturistico italiano ottengono una visibilità che nessuno di essi potrebbe costruirsi individualmente, e allo stesso tempo mantengono intatta la propria identità locale, ogni tappa raccontata attraverso i produttori e le tradizioni del proprio territorio specifico, non attraverso un format standardizzato calato dall’alto.

È un modello che, chiudendosi oggi con il bilancio più ampio dai tempi del suo debutto, offre un’indicazione utile per il futuro dell’enoturismo diffuso italiano: a volte la scala non si costruisce con un unico grande evento, ma con centinaia di eventi piccoli, coordinati abbastanza bene da sommarsi in qualcosa che, visto nel suo insieme, pesa davvero.

In breve sugli eventi: Il 10 e l’11 ottobre torna a Voghera “50 Sfumature di Pinot Noir”, con oltre ottanta etichette da tutta Italia e dall’estero. Info su www.50sfumaturedipinotnoir.it.

Dal 45° — ogni giorno il vino italiano letto senza sconti: mercati, territorio, tavola.