La vendemmia è piccola ma l’uva costa meno: la scarsità non fa prezzo

Dovrebbe funzionare al contrario. La vendemmia 2026 vale poco più di 41 milioni di ettolitri, il 7,1% in meno del 2025, e in teoria meno uva dovrebbe voler dire prezzi più alti. I primi listini della campagna 2026/27 della Borsa merci telematica, diffusi a metà ottobre e ripresi da QuiFinanza il 23, dicono altro. Il Lugana perde il 23% e scende a 158,5 euro al quintale. Il Montepulciano d’Abruzzo perde il 21%, a 46,5 euro. La Vernaccia di San Gimignano il 19%, a 65. Il Pecorino d’Abruzzo il 17%, a 47,5. Amarone e Recioto della Valpolicella il 16%, a 152,5.
Gli altri cali sono a una cifra, non a due come l’introduzione dell’articolo lascia intendere: Chianti Classico meno 8% a 161,25 euro, Vino Nobile di Montepulciano meno 8% a 117,5, Primitivo meno 9% a 40, Pinot Grigio Valdadige meno 6% a 75. E poi c’è chi non si muove. Il Brunello di Montalcino resta a 250 euro al quintale. Tengono anche il Soave, il Custoza e la produzione principale del Conegliano Valdobbiadene. Messo accanto al Montepulciano d’Abruzzo, l’uva del Brunello costa più di cinque volte tanto, un confronto mio tra due listini che raccontano mercati lontani.
La spiegazione che dà l’articolo è semplice: i magazzini pieni spingono giù i prezzi delle uve. È la stessa foto che ci aveva dato Cantina Italia, con 41 milioni di ettolitri di vino finito in cantina al 30 settembre, il 14,2% in più dell’anno scorso. Il mercato dell’uva, insomma, non guarda quanto è cresciuto in vigna: guarda quanto ne è rimasto in cantina. Una vendemmia scarsa può far salire i prezzi solo se nessuno ha scorte da vendere. Quest’anno, a quanto pare, ce ne sono molte, e non basta una raccolta in calo per annullarle. Vanno letti con prudenza anche i listini stessi: sono le prime rilevazioni, riportate senza dichiarazioni di produttori o associazioni, e potranno cambiare con la campagna.
Il listino dell’uva è però il primo punto in cui il problema dei consumi si trasforma in un conto. Per chi vende uva e non vino, il prezzo al quintale è quasi tutto il ricavo della stagione. Non è un caso che a resistere siano denominazioni dove la domanda è solida e riconoscibile, come Montalcino, che dal 19 al 23 novembre ospita la 35ª edizione di Benvenuto Brunello con 116 cantine. Dove la scarsità non basta, resta il nome.
In breve, dal calendario del vino e della tavola
Dal 6 al 10 novembre, a Merano, il Merano WineFestival, con tre consorzi campani, Sannio, VitiCaserta e Vita Salernum Vites, nel progetto Campania.Wine. Dal 19 al 23 novembre, a Montalcino, la 35ª edizione di Benvenuto Brunello. Fino al 6 dicembre, ad Alba, la 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco.
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