Il Consorzio del Bardolino compie cent’anni e va in pizzeria

Per anni è stato il vino che la moda non chiedeva e adesso la moda ha cambiato idea. Il Consorzio del Bardolino festeggia i cento anni con un convegno dal titolo «Voltiamoci avanti» e con una tesi che fino a poco fa sarebbe sembrata una scusa: il suo vino è «pop». Leggero, con il frutto fresco, un’acidità sostenuta e tannini gentili, il rosso del Garda non ha mai potuto giocare la partita dei vini strutturati e alcolici quando quelli andavano di moda. Oggi che i consumi chiedono bevibilità e semplicità, il vantaggio è tutto suo.

I numeri servono a ricordare perché la scommessa è sensata. Carlo Flamini, dell’Osservatorio dell’Unione Italiana Vini, prevede per il vino cali di vendite fino al 2035, un meno 1,8% complessivo con i rossi a meno 2,3%, i bianchi a meno 1,2% e i rosati a meno 1,3%. A soffrire sono i segmenti popular e premium, sotto i nove euro al litro; regge il lusso, più 0,8%. Per Flamini la sfida non è necessariamente cambiare il prodotto o il linguaggio ma intercettare nuovi bisogni. Il Bardolino sembra averla presa alla lettera: puntare su dove e con chi il vino viene bevuto.

Il primo posto è il lago. La sola sponda veronese del Garda supera i quindici milioni di visitatori l’anno, e circa il 30% della produzione resta in zona, con vendite dirette importanti; il 60% va all’estero, soprattutto in Germania e Svizzera. Il presidente del Consorzio, Fabio Dei Micheli, osserva che i turisti tendono a bere a casa i vini conosciuti in vacanza: ogni calice versato in una trattoria di Bardolino è già una vendita futura in Germania. Il Chiaretto cresce del 3%, il rosso resta stabile, e il Consorzio lo indica insieme al Valtenesi come l’unico vero rivale del rosato di Provenza per stile e colore. La versatilità, nota Matilde Poggi di Le Fraghe, è un’arma: la denominazione permette di scegliere tra rosso e rosato secondo come tira il mercato.

Il secondo posto, molto più concreto, è la pizzeria. Il Consorzio ha avviato una collaborazione con il pizzaiolo Renato Bosco, che ha creato una pizza dedicata al Bardolino e ha inserito nella carta dei vini una sezione con sette-otto etichette a rotazione. Il progetto è in fase di verifica e potrebbe allargarsi. Da oggi, 15 ottobre, partono i corsi di formazione per il personale di pizzerie e ristoranti del lago. È la parte meno poetica e più strategica di tutta la storia: un vino pop vive o muore nel gesto di chi lo propone a tavola, e dopo cent’anni il Bardolino ha deciso di insegnarlo a chi lo serve. Con una dichiarazione d’intenti in più: tornare a puntare sul mercato italiano, giudicato più maturo sul piano del gusto e finora trascurato.

In breve, dal calendario del vino e della tavola

Da domani a domenica 18 ottobre, a Verona, il 12° Festival del Vino e della Vendemmia in centro. Da domani a lunedì 19, a Sirmione, il Lugana Festival. Fino a domenica 18, a Udine, Ein Prosit. Da sabato 17 a domenica 25, a Milano, la Milano Wine Week. Il 26 e 27 ottobre, a New York, Vinitaly USA.

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