L’enoturismo diventa materia da Ocm, ma la chiave resta in mano ai Consorzi

Con un decreto firmato il 18 settembre dal ministro dell’Agricoltura, l’enoturismo entra ufficialmente nell’Ocm Vino, l’organizzazione comune di mercato che finora aveva riservato i suoi fondi quasi esclusivamente a promozione, ristrutturazione dei vigneti e investimenti in cantina. Da oggi, itinerari coordinati, escursioni guidate, campagne promozionali multilingue e festival di denominazione potranno essere finanziati fino al 50% dei costi ammissibili. È un cambio di categoria, prima ancora che di budget: l’accoglienza in cantina non è più considerata un’attività accessoria del produttore, ma una leva di mercato che merita lo stesso status della promozione all’estero.

Il dato che giustifica la scelta è solido: l’enoturismo ha generato, nel 2025, oltre 3 miliardi di euro per le cantine italiane, in media il 21% del loro fatturato. Non è più un esperimento di marketing territoriale, è una voce di bilancio strutturale per un settore che su altri fronti, l’export, i consumi interni, fatica a crescere. Riconoscerlo dentro l’Ocm significa, di fatto, ammettere che il vigneto da visitare vale quanto il vigneto da vendemmiare.

Il dettaglio che merita più attenzione, però, riguarda chi potrà davvero accedere a questi fondi. Il decreto ammette otto categorie di beneficiari, ma assegna ai Consorzi di tutela riconosciuti, quelli previsti dall’articolo 41 della legge 238 del 2016, un ruolo esclusivo nella rappresentanza delle denominazioni. Le altre organizzazioni di produttori e le associazioni temporanee tra Consorzi possono partecipare, ma sempre dentro un perimetro che i Consorzi presidiano per statuto. È una scelta di governance comprensibile, evita la frammentazione di mille progetti isolati in altrettante cantine. Ma consegna, ancora una volta, la chiave di un fondo pensato per valorizzare il territorio a chi ha già la struttura per intercettarlo, lasciando fuori, o in coda, i piccoli produttori indipendenti che dell’accoglienza in cantina vivono ogni giorno, ma che un Consorzio spesso non ce l’hanno, o non ne fanno parte.

Le domande per l’annualità 2026/2027 scadono il 15 dicembre, con liquidazione entro il 15 ottobre 2027: un anno intero, da qui alla data di chiusura, per capire se questo nuovo status dell’enoturismo dentro l’Ocm si tradurrà in progetti diffusi su tutto il territorio, o se, come già successo altrove nel sistema dei fondi europei per il vino, finirà per premiare soprattutto chi era già in condizione di presentare un progetto pronto.

In breve sugli eventi: Da domani e fino a domenica, sul lungolago di Bardolino, la 95ª Festa dell’Uva e del Vino. A Milano si apre oggi “Dire Fare Mangiare”, la conferenza sul futuro del foodservice italiano, in programma fino a domani al Meliá Hotel. Il 10 e l’11 ottobre torna a Voghera “50 Sfumature di Pinot Noir”. Info su www.50sfumaturedipinotnoir.it.

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