1 MINUTO DIVINO – BAROLO E BARBARESCO, GRANDI MANOVRE

Le zone vitivinicole che producono qualità e valore si “blindano”. Sul fronte dei disciplinari di Barolo e Barbaresco nei giorni scorsi il Consiglio di amministrazione del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani ha approvato alcune modifiche al disciplinare che saranno effettive se i produttori saranno d’accordo. E per far ciò serve la maggioranza in assemblea dei soci. Tra le proposte di modifica, la più urgente è la limitazione della zona di imbottigliamento per Barolo e Barbaresco (che per legge deve coincidere con la zona di vinificazione). L’obiettivo è tutelare le denominazioni da un punto di vista tecnico e commerciale. Il disciplinare, infatti, essendo stato redatto negli anni Sessanta su alcuni punti risulta obsoleto perché non pone limiti all’imbottigliamento. All’esame ci sono anche l’interscambiabilità e la reciprocità tra le due zone – Barolo e Barbaresco – per la vinificazione e imbottigliamento. Tra le proposte c’è pure l’eliminazione del divieto d’impiantare vigneti di Nebbiolo atti a Barolo o Barbaresco lungo i versanti collinari esposti a Nord. Una proposta nella direzione d’intercettare il tema del cambiamento climatico. Al vaglio dell’assemblea consortile ci sono anche l’aggiunta delle menzioni comunali per la denominazione Barbaresco, come già avviene per il Barolo, e infine l’utilizzo di grandi formati (superiori ai 6L).

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