Il governo valuta di tagliare la produzione di vino mentre il caldo lo sta già facendo gratis
Il Comitato Vino, secondo il ministro Lollobrigida, sta studiando una riduzione della produzione per rispondere alle giacenze record segnalate nelle scorse settimane. Nel frattempo, in Sicilia la vendemmia 2026 è già iniziata con dieci giorni di anticipo: la natura, complice il caldo, sta arrivando alla stessa conclusione senza bisogno di un comitato.
C’è qualcosa di rivelatore nel fatto che l’istituzione arrivi sempre un passo dopo la realtà. Dopo settimane in cui i dati Uiv hanno certificato oltre 53 milioni di ettolitri in giacenza e un quinto delle bottiglie declassate, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida conferma che il Comitato Vino sta valutando una riduzione della produzione come risposta strutturale. È una misura che il settore chiedeva da tempo, ed è probabilmente necessaria. Ma mentre a Roma si discute il come e il quanto, in Sicilia la vendemmia 2026 è già cominciata: Cantine Ermes, cooperativa che riunisce oltre 3.000 viticoltori su 16.000 ettari in sette regioni, ha raccolto i primi grappoli di Pinot Grigio con giorni di anticipo sulla media stagionale, spinta dal caldo che sta accelerando la maturazione delle uve in tutta Italia. La riduzione della produzione, insomma, la sta già facendo il termometro. Il rischio è che la politica arrivi a normare un fenomeno che il clima ha già imposto, senza però costruire gli strumenti per gestirlo quando, tra qualche anno, le condizioni si invertiranno.
Sul fronte dell’accoglienza, la Toscana offre intanto la controprova di cosa significhi trasformare un vincolo in leva: secondo i dati diffusi in questi giorni, il 95% delle cantine della regione valorizza ormai il paesaggio come parte dell’offerta commerciale, e oltre il 60% propone esperienze articolate, non la semplice visita con degustazione. È lo stesso schema già visto per l’enoturismo nazionale, replicato su scala regionale con numeri che lasciano poco spazio all’improvvisazione.
Anche la Sicilia conferma, in questi giorni, la stessa doppia velocità raccontata più volte in questa rassegna: mentre l’export rallenta, l’enoturismo continua a crescere e diventa uno dei principali motori economici delle aziende vitivinicole dell’isola. A rafforzare questa direzione arriva oggi la Rete delle Bollicine Siciliane, promossa da Irvo e Ais Sicilia, un manifesto che punta a costruire itinerari enoturistici attorno alle oltre 140 cantine che sull’isola producono spumante: un settore che fino a pochi anni fa non esisteva come categoria autonoma, e che ora si organizza per diventare un prodotto turistico riconoscibile.
In breve sugli eventi: domani, 24 luglio, doppia scadenza attesa da settimane: il regime tariffario Usa sul vino europeo e l’apertura di Calici di Stelle, che quest’anno coinvolgerà circa trenta cantine in nove comuni.
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