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In un Paese normale Carlo Alberto Panont sarebbe Sottosegretario all’Agricoltura. Nel nostro resta un consulente che deve spiegare ai giornali quello che i Consorzi dovrebbero già sapere da soli

Intervistato da Gianluca Atzeni sul settimanale Tre Bicchieri del Gambero Rosso, l’esperto di disciplinari che ha lavorato dalla Franciacorta all’Oltrepò Pavese, dal Garda alla Sicilia e al Collio propone un metodo raro in questo settore: aggiornare le regole di produzione ogni cinque anni, rivedere il

Oltrepò Pavese, la produzione di Pinot nero supera quella di Croatina: un sorpasso di appena 23 ettari ma che segna la fine di un’epoca vitivinicola e l’inizio di una scommessa tutta da vincere

I dati aggiornati del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese confermano che il Pinot nero ha superato la Croatina come vitigno più coltivato dell’Oltrepò Pavese, 2.869 ettari contro 2.846, pari al 24,9% contro il 24,7% della superficie vitata complessiva. Non è cresciuto il Pinot nero, si

Il vino è tra i pochi prodotti che quest’anno non sono aumentat più dell’inflazione. Eppure una famiglia italiana su tre continua a comprarne meno, o di qualità inferiore: se il prezzo non è la causa, il problema è altrove

Un’analisi diffusa da WineNews mostra che, mentre molti beni di consumo hanno registrato rincari superiori al tasso di inflazione, il vino non è tra questi. Nonostante questo, un terzo delle famiglie italiane dichiara di aver ridotto quantità e qualità degli acquisti enologici. C’è un dato

Un festival nato per celebrare il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese ha scelto, edizione dopo edizione, di riempirsi di etichette di Franciacorta, Alto Adige, Umbria e Sicilia: a volte il modo più intelligente di promuovere il proprio territorio è smettere di parlarne da soli

Il 10 e l’11 ottobre, a Voghera, la settima edizione di “50 Sfumature di Pinot Noir” porterà oltre ottanta etichette selezionate nel Ridotto del Teatro Valentino Garavani, nuova sede pensata per garantire lo svolgimento anche in caso di maltempo. Accanto ai produttori storici dell’Oltrepò figurano

Alle Cinque Terre, almeno un vino su due nei ristoranti arriva ormai dal territorio. In Abruzzo, nello stesso weekend, una cantina sociale lancia l’allarme sulla tenuta del reddito dei viticoltori: la stessa Italia del vino, due destini opposti

Secondo il presidente provinciale Fipe di La Spezia, Diego Sommovigo, tra Cinque Terre e Luni almeno il 50% delle etichette presenti nei ristoranti proviene oggi dal territorio, sostenuto da investimenti delle cantine locali in qualità e professionalità. A poche centinaia di chilometri di distanza, la

In Veneto, aiutare il vicino a raccogliere l’uva durante la vendemmia è una tradizione secolare. Oggi la Regione deve chiedere alle Camere di Commercio di metterla nero su bianco perché altrimenti rischia di essere scambiata per lavoro nero

L’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond ha rivolto un appello alle Camere di Commercio venete, in particolare a quella di Treviso-Belluno, per avviare un percorso condiviso che aggiorni in tempi rapidi il registro degli usi relativo allo scambio di manodopera tra piccoli imprenditori agricoli, prendendo a

In Alto Adige la vendemmia è iniziata prima di quanto sia mai stato registrato. La vera notizia non è la data, è quanto quella data renda finalmente urgente un problema di cui si parla da anni solo in teoria: l’acqua

Caldo e siccità hanno accelerato la maturazione in tutta Italia, ma in Alto Adige l’inizio della raccolta 2026 ha superato ogni precedente storico. Ad Asolo e sul Montello, l’esperienza dei viticoltori ha comunque permesso di portare in cantina uve sane, con buoni livelli di acidità

In un borgo che riceve tre milioni di turisti l’anno, l’unico grande vino bianco della Toscana rischia di essere ricordato solo come souvenir

La Vernaccia di San Gimignano occupa una posizione più unica che rara nel panorama enologico toscano, essendo l’unico grande bianco in una regione costruita attorno ai rossi blasonati. Eppure, nell’immaginario di chi la acquista, resta spesso associata più al borgo medievale che alla qualità del

In dieci anni la Toscana ha perso 575 bar e guadagnato 368 ristoranti. Nessuno lo racconta come una notizia sul vino, ma potrebbe essere una delle più favorevoli degli ultimi anni

L’indagine “Pubblici esercizi e movida”, realizzata da Fipe-Confcommercio con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e rielaborata a livello regionale da Confcommercio Toscana, fotografa il decennio 2015-2025: i bar calano del 20,3%, i ristoranti con somministrazione crescono dell’11,5%, con punte del 29% a Prato, del 18%