A Ferragosto gli italiani spenderanno oltre un miliardo di euro in un solo giorno nei bar e nei ristoranti: la prova che, in un’estate di consumi cauti, il momento conviviale resta l’unica cosa su cui gli italiani non tagliano

Secondo il Centro Studi Fipe-Confcommercio, la giornata del 15 agosto porterà oltre un miliardo di euro di spesa nei pubblici esercizi italiani, con almeno 500 milioni tra pranzi e cene. L’intera estate 2026 vale 38,2 miliardi di euro di consumi fuori casa, in crescita rispetto ai 38 miliardi dell’anno scorso.

I numeri di Ferragosto raccontano un settore che sa moltiplicare i propri incassi nei momenti giusti: oltre un miliardo di euro concentrato in un solo giorno, 500 milioni solo tra pranzo e cena, e un mese di agosto che da solo vale 10,8 miliardi di euro di spesa fuori casa, di cui 1,6 miliardi generati dai turisti stranieri. Il presidente Fipe Lino Enrico Stoppani lo sintetizza con una frase efficace: “Agosto è per il turismo italiano quello che per il commercio è dicembre”. È un paragone che rende bene l’idea, e i numeri lo confermano, con i ristoranti che da soli assorbono 6,2 miliardi di euro sull’intero mese, davanti ai 2,2 miliardi dei bar, mentre la cena si conferma la principale occasione di consumo del mese, con 5,5 miliardi di euro.

Il dato più interessante, però, è il secondo, quello sull’indagine Coldiretti-Ixè diffusa nelle stesse ore: saranno 29 milioni gli italiani a trascorrere il Ferragosto fuori casa, tra chi parte per il mare, la montagna o la campagna e chi sceglie semplicemente una gita fuori porta con il tradizionale picnic. È la conferma che il cibo, e con esso la tavola condivisa, resta al centro del “Capodanno d’estate” indipendentemente da dove lo si festeggia, in un ristorante, in un agriturismo, a una sagra di paese o su una coperta stesa in un prato.

È proprio questa diffusione capillare a rendere il dato più solido di quanto sembri a prima vista: non è concentrato solo nelle località turistiche più blasonate, ma si distribuisce su agriturismi, sagre, ristoranti di provincia e bar di paese, lo stesso tessuto di piccola ristorazione che questa rubrica ha raccontato più volte come il vero motore silenzioso dell’enogastronomia italiana. Anche il vino ne beneficia direttamente: secondo le analisi sulle tendenze del pranzo di Ferragosto, l’offerta beverage nei ristoranti ha ormai lo stesso peso della cucina nella costruzione dell’esperienza, tra formule componibili, rooftop e carte pensate per accompagnare l’intera giornata, dal pranzo al tramonto. Una parte crescente di quel miliardo di euro giornaliero passa proprio dalla scelta del calice, non solo dal piatto, ed è un segnale che il settore farebbe bene a leggere come un’opportunità concreta, non solo come un dato di colore da citare a fine estate.

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